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Vino DOC oppure Vino DOCG? La differenza

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doc oppure docg

Corvina, Rondinella, Molinara… Sono quelli gli ingredienti da sempre, le uve pregiate della magnifica vallata. Un mito sin dai tempo del vino retico, un territorio incantevole disteso, come un amante fedele, appena a nord di Verona e che i Romani hanno battezzato con un nome che mai fu più azzeccato: Vallis-polis-cellae, la valle delle molte cantine.
Proprio grazie alla sua posizione geografica – che la vede custodita tra la pianura Veronese, la Lessinia e la Valdadige, ad un sospiro dal Lago di Garda – la Valpolicella può vantare un microclima che la rende naturalmente vocata alla produzione di vini d’eccellenza.
Oltre all’opera maestosa della natura vanno riconosciuti l’impegno e lo sguardo innamorato del proprio territorio dei viticoltori della Valpolicella che fanno del frutto della propria terra un prodotto apprezzato in tutto il Mondo che contribuisce al prestigio del Made in Italy.
Questi “operai” dalle intuizioni sagge hanno saputo ottenere le giuste Denominazione affinché la poesia liquida della loro terra fosse protetta dalla contraffazione e riconosciuta per le sue peculiarità uniche ed originali.
Esistono, infatti, il vino DOC e il vino DOCG della Valpolicella.

DOC e DOCG, queste sconosciute

DOC e DOCG non sono semplici acronimi utilizzati per rendere più altisonante in nome di un vino. Queste Denominazioni di Origine sono una garanzia per il consumatore che è sicuro di bere realmente ciò che c’è scritto sull’etichetta della bottiglia.
Prima di tutto è bene comprendere il significato di DOC e di DOCG così da poterle mettere a confronto:
– DOC: Denominazione di Origine Controllata. Sta a significare che quel vino è tale perché stato prodotto in una determinata zona geografica. Ovviamente non basta che il vigneto sia in quella zona stabilita, le varie fasi di produzione di quel vino devono ottemperare le direttive dei Decreti Ministeriali, altrimenti la dicitura DOC decade. Per questi motivi il vino di Denominazione d’Origine Controllata è di altissima qualità, sia per il territorio circoscritto in cui le sue uve vengono prodotte e sia per l’attenzione in ogni fase della lavorazione.
– DOCG: Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Questo marchio può essere concesso solo a vini di particolare pregio che da almeno 5 anni abbiano ottenuto la DOC. Si tratta pertanto di un ulteriore gradino verso l’eccellenza a cui si può accedere solo passando attraverso rigidi controlli prima dell’imbottigliamento.
Il vino viene sottoposto ad esami organolettici e all’analisi sensoriale di una commissione di esperti.
Per capire il valore di questa Denominazione è sufficiente sapere che in Italia i vini che hanno ottenuto la DOCG sono circa una settantina, una cifra esigua se confrontata con gli oltre 300 vini DOC.
Si può concludere dicendo che la differenza primaria tra i due marchi è che le DOCG sono DOC che superano ulteriori controlli.

DOC E DOCG della Valpolicella

Grazie all’impegno profuso dal Consorzio Tutela Vini della Valpolicella – nato nel 1924 dall’associazione di viticoltori, vinificatori e imbottigliatori di 19 comuni veronesi – le Denominazione di Origine sono diventate il vessillo di questo territorio.
I vini della Valpolicella come primo requisito per essere riconosciuti DOC e DOCG, devono essere ottenuti da uve prodotte nella fascia pedemontana della provincia di Verona che lo specifico disciplinare divide in tre aree distinte:
– Classica che comprende cinque zone (Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Valle Fumane, Valle Marano e Valle Negrar).
– Valpantena di cui fa parte l’omonima Valle.
– DOC Valpolicella, che include i comprensori del comune di Verona e le valli di Illasi, Tramigna e Mezzane.
I vini prodotti in queste aree geografiche a cui sono riconosciute le denominazioni sono:
– DOC: Valpolicella e il Valpolicella Ripasso
– DOCG: l’Amarone della Valpolicella e il Recioto della Valpolicella.
Avendo, nel paragrafo precedente, appreso la differenza tra DOC E DOCG appare evidente che ci troviamo di fronte a vini di ottima qualità per entrambe i marchi. Nello specifico i DOCG sono vini eccezionali che dopo aver già ottenuto la Denominazione di Origine Controllata hanno continuato a migliorare, superando i test per l’aggiunta del “Garantita”.
Proviamo a conoscerli meglio.

Valpolicella DOC e Valpolicella Ripasso DOC

Chi ama degustare un buon bicchier di vino crediamo che sia maggiormente interessato alle proprietà organolettiche dello stesso che alle caratteristiche di produzione previste dalla legge ai fini della Denominazione. Va detto che i Decreti Ministeriali di Produzione prevedono la percentuale che può essere usata per ciascun tipo di uvaggio, oltre alla quantità annuale della produzione complessiva di un vino con il marchio.
Per sapere informarsi su questi ultimi, infatti, è sufficiente consultare il documento che facilmente si può reperire in rete.
Per quanto riguarda il Valpolicella DOC è un vino rosso che riempie il bicchiere con il suo colore rubino. All’esame olfattivo ricorda le mandorle amare; ha un sapore asciutto, amarognolo ma armonico.
La versione “Classica” (se prodotto da uve delle 5 aree ) spicca per la sua personalità, mentre il Valpolicella “Superiore” (cioè con affinamento in botte per un minimo un anno e grado alcolico superiore al 12%) è più corposo.
Il Valpolicella Ripasso DOC non è che – appunto – una tipologia di Valpolicella DOC che ha come caratteristica il finamento in botte con ripasso di vinacce pressate di Recioto o Amarone.
Proprio per questo oltre a sentori di frutti di bosco a bacca rossa è percepibile al palato una nota di tabacco tostato.
Entrambi sono vini che si abbinano perfettamente con piatti a base di carne perché ne esaltano la succulenza.

Amarone della Valpolicella e Recioto della Valpolicella

Le due DOCG della Valpolicella sono molto conosciute e apprezzate in ogni parte del mondo.
“El m’è sbrisà via, l’è diventà amaron!” (trad. mi è scappato via, è diventato secco), sembra che esclamò il vignaiolo che per caso “inventò” l’Amarone.
Possiamo definirlo il Romeo dei vini della Valpolicella, possente come l’Arena, intenso ma sempre gentile pur non rinnegando la sua matrice rustica. Con il suo rosso granata trasforma il bicchiere in una palla di fuoco che, sorso dopo sorso, vi scalda la gola. Sentori di confettura di amarena e di lamponi emergono dall’assaggio. Invecchiando regala note muschiate e di catrame.
Ottimo per affogarci il riso della ricetta omonima “Riso all’Amarone”, ideale per sposarlo con la selvaggina ma anche con piatti più poveri della tradizione come la minestra di fagioli. Proprio per la suo temperamento eclettico può essere utilizzato alla pari di un vino da meditazione, in fondo regala molto su cui riflettere: “l’amore non muta con le sue brevi ore e settimane, ma resiste fino all’orlo del Giudizio. Se questo è errore e mi sia provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato” per dirla alla William Shakespeare.
Il Recioto non è certo da meno, tanto che alcuni considerano l’Amarone un Recioto “mancato”. Siamo, infatti, di fronte ad un vino passito rosso e dolce che abbatte ogni riserva di chi lo assaggia. Le uve con cui è prodotto vengono fatte appassire per 100/120 giorni in fruttai con arresto della fermentazione che permette di conservare la percentuale di zucchero che lo caratterizza. Il Recioto è un vino complesso, con note di liquirizia e cacao, che risolve il grande problema dei sommelier riguardo all’abbinamento dei dessert: questo vino è l’ideale con i dolci, in modo particolare con quelli a base di cioccolato come il salame al cioccolato e le cheesecake.

Alla fine di questo breve excursus possiamo affermare che la differenza tra Vino DOC della Valpolicella e Vino DOCG della Valpolicella e soprattutto una questione di disciplinare, ma in entrambi i casi il consumatore non rimarrà deluso. I vini della Valpolicella non deludono mai.

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