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Vigneti

Il ritratto della Valpolicella

Grazie a madre natura e alla terra possiamo degustare e sorseggiare piaceri perfetti. E’ un nostro dovere quindi lavorarla nel modo migliore, rispettandola e cercando di conoscerla sempre meglio. I continui investimenti in ricerca e sviluppo ci permettono di gestire i terreni in modo più consapevole ed efficiente. Con il tempo abbiamo ridotto notevolmente l’uso di mezzi agricoli, aiutando cosi la vita a ricostruire un equilibrio con insetti e animali a attraverso una maggiore areazione del terreno, grazie anche all’uso di concimi organici, 100% naturali. Nei nostri vigneti vengono coltivate diverse varietà, per la maggior parte tutte tipiche della Valpolicella come la Corvina, il Corvinone, la Rondinella, la Molinara, oltre a vecchi vitigni tradizionali come la Croatina, l’Oseleta, la Dindarella, ma c’è spazio anche per i vigneti internazionali come il San Giovese e il Cabernet Sauvignon. Tutte queste varietà sopportano molto bene il processo di appassimento tipico della Valpolicella e permettono di per portare nel bicchiere qualcosa di unico e eccezionale.

I sistemi di allevamento adottati dalla nostra azienda sono principalmente due: la pergola veronese e il guyot. Il primo è un tipo di coltivazione basato su una struttura di fili e pali di testata che sorreggono l’intero sistema. I tralci della vite andranno quindi a poggiare su questi fili, i quali hanno un’inclinazione di 90° e permettono la creazione di una densa cortina di foglie, che protegge dai raggi solari e creano quel microclima termico ideale per la maturazione delle uve, cioè un ambiente fresco, senza picchi di temperatura troppo elevati e possibilmente ben arieggiato.

Il guyot invece è un sistema di allevamento dove il tronco della vite ha un’altezza inferiore rispetto alla pergola (quest’ultima circa 90 cm, il guyot invece 30/40), vi è un solo tralcio principale che viene anche chiamato capo a frutto, su cui vengono lasciati degli speroni. In questo sistema ci sono meno m2 di foglie, e quindi impieghiamo molta attenzione alle operazioni in campo perché vi sono maggiori rischi di scottature e altro, in quanto i grappoli risultano essere maggiormente esposti. Allo stesso tempo però ci permette di produrre meno grappoli ma di una qualità maggiore.

Tra le pratiche colturali che seguiamo con più cura vi è il diradamento dei grappoli a fine luglio. Questa operazione fa si che la produzione sia composta soltanto da frutti in condizioni ottimali per la vendemmia e l’essiccamento in fruttaio, andando a eliminare l’eccesso e ciò che non rispetta i nostri standard.

Alla vendemmia, la raccolta viene svolta manualmente, dopo un’accurata fase di selezione delle uve per garantire solo il meglio della produzione. Vengono utilizzate delle casette da 5 kg riempite direttamente in campo. Procedimento eseguito con attenzione, in modo tale da assicurare cassette riempite in modo tale da contenere un solo strato di grappoli per garantire un ottimo passaggio di aria, per un appassimento efficiente e per evitare lo sviluppo di muffa.

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